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Cosa vedere a  Otranto

Il mare di Otranto :
Otrantodeve la sua suggestività soprattutto al suo borgo antico, il quale ha resistito alle burrasche del tempo e si presenta oggi come ieri. Il centro storico si snoda attraverso una fitta rete di stradine nelle quali si possono ammirare costruzioni antiche risalenti a varie epoche. Sul mare, poi, si erge il Bastione dei Pelasgi da dove si può scorgere uno splendido panorama del porto. Il mare di Otranto è cristallino e pulito. Lo testimoniano i dati forniti dall'Arpa di Lecce che ha effettuato oltre 600 prelievi sulla costa salentina.


 

La costa a nord di Otranto conduce dalla riviera degli Haethei ai Laghi Alimini.
In questa zona, alle caratteristiche grotte, anfratti e insenature, si associano particolari specie di flora come il pino marittimo (pinus pinaster) che trionfa tra le dune e i laghi, insieme alla tipica macchia mediterranea.
I Laghi Alimini sono l'elemento più caratteristico dell'agro otrantino.
Composto da due bacini con fisionomie diverse: il primo è detto Fontanelle e si trova più a meridione, sgorga da una sorgente sotterranea d'acqua dolce; mentre l'altro, chiamato Alimini Grande, alimentato da Fontanelle attraverso un canale e chiuso dalle dune.
Di fronte ad Alimini Grande, si possono trovare piante di ginepro, lentisco, rosmarino, il tamarisco (pianta simile al cipresso), la mortella. Il pesce dei Laghi (cefali, spigole, capitoni, sogliole) è ricercato ed esportato ogni giorno sui migliori mercati italiani ed europei.
La costa a Sud di Otranto invece si presenta con il porto che è diviso tra due diversi tipi di costa: la roccia bianca, che segna con cespugli sempre verdi, il piccolo golfo delle Orte, dove sfida i venti e i secoli, la vecchia Torre del Serpe o Torre dell'Idro, usata come stemma della città. Questo lato di costa si presenta alta e rocciosa, in uno scenario pittoresco e suggestivo tra promontori e calette.
Otranto è conosciuta in tutto il mondo anche per il suo mare limpido e  cristallino e per la sua bellissima costa che ogni anno attira migliaia di turisti.
 

Il Castello di Otranto

Veduta panoramica del castello di Otranto
Il castello di Otranto, che diede il nome al primo romanzo gotico della storia, è uno dei vanti della città e di tutta la Puglia. Fatto costruire da Ferdinando I d'Aragona tra il 1485 e il 1498, il castello fu ideato da Ciro Ciri con la consulenza di Francesco di Giorgio Martini. Al tempo in Piazza Castello, luogo dove si trova l’edificio, si ergevano delle fortificazioni risalenti al periodo della dominazione sveva con l’aggiunta dei ritocchi operati dai turchi intorno al 1480. Sotto la giurisdizione aragonese, il castello venne circondato da un alto fossato e Ciri vi fece aggiungere tre torrioni cilindrici angolari. Sebbene la pianta del castello sia pentagonale, essa risulta piuttosto irregolare soprattutto a causa dei successivi rifacimenti risalenti al secolo XVI. Nel 1578 infatti, sul lato dell’edificio che da sul mare, venne aggiunto un bastione a lancia con dei baluardi esterni per avvistare l’arrivo di navi e flotte nemiche. Sul bastione sono incisi gli scudi gentilizi di Antonio da Mendoza e di Don Pedro da Toledo, allora signori della città, mentre sul portone d’ingresso è scolpito lo stemma di Carlo V.
 

Chiesa dedicata alla Vergine degli Abissi
Da visitare, seppur piccolissima, è anche la chiesa della Vergine degli Abissi, dove tutte le decorazioni richiamano alla tradizione marittima: il pavimento, a mosaico, è decorato al centro con una stella di tradizione marinara, circondata da nodi Savoia o ad otto. Tutti gli arredi, l'illuminazione, richiamano ai temi del mare: dal cavalluccio marino, al delfino, all'ancora alla conchiglia, quest'ultima che riunisce una doppia simbologia: legata al mare da una parte, legata all'iconologia della perfezione dall'altra. Quest'ultima iconologia sarà riscontrabile in opere ed artisti noti: da Piero della Francesca a Salvador Dalì.

Cattedrale

La Cattedrale di Otranto, edificata sui resti di una domus romana, di un villaggio messapico e di un tempio paleocristiano, è stata consacrata al culto il primo agosto 1088 durante il papato di Urbano II. Misura 54 m di lunghezza e 25 m di larghezza. Costruita su 42 colonne monolitiche e tutte di riporto, diverse per qualità del granito e del marmo, per stile e tempo di produzione di cui si ignora la provenienza. Composta da 23 semicolonne che formano 45 campatele quadrate più tre dell'abside centrale suddivisi in 5 filari per 9. Alcune delle colonne sono lisce ed altre ricoperte da scanalature, per mezzo della disparità dei materiali, grazie ad una disposizione sapiente, creano l'effetto di grande omogeneità e non di confusione.

Cappella dell'Altomare
La Cappella dello Spirito Santo, conosciuta con il nome di dell'Altomare, si trova arroccata su un'altura che scende direttamente nel mare. La sua storia è poco conosciuta. In origine doveva essere una piccola struttura che divenuta ormai instabile venne ricostruita nel 1744 dagli otrantini. Fu così che l'ampliarono e la resero più agevole. Diversi furono nel corso dei secoli i restauri effettuati, fra cui l'ultimo ha cercato di riportare l'edificio al vecchio splendore.
 

Santuario Santa Maria dei Martiri
Santuario è situato in una zona periferica a sud di Otranto e fu eretto in cima all'altura dove, nel 1480, furono decapitati gli Ottocento Martiri otrantini.

Si suppone che in questo sito ci fosse, in epoca precristiana, un tempio dedicato alla dea Minerva, per tale motivo questa zona viene ancora oggi chiamata Minerva. Dopo il tragico eccidio, il duca Alfonso di Calabria fece costruire questa chiesa, alla quale si accede dopo una lunga scalinata. Salendo, sulla destra, si nota una piccola cappella dove, originariamente, si trovava il sasso sul quale furono decapitati gli ottocento otrantini, oggi collocato in Cattedrale. Sulla sinistra, invece, vi è una colonna che ci ricorda la morte, per impalatura, del carnefice Berlabei, che fu ucciso dopo essersi convertito al Cristianesimo. L'attuale santuario barocco, costruito nel 1614 dove sorgeva l'antica chiesa dei Martiri, è dedicato a San Francesco da Paola, protettore di Otranto insieme ai Beati Martiri. All'interno sulla sinistra, risalta un'epigrafe su lapide marmorea del 1880 che descrive tutto l'iter di quegli accadimenti. Lungo le pareti della chiesa vi sono, inoltre, alcune tavole marmoree recanti i nomi di alcuni Martiri. L'altare maggiore è realizzato in pietra leccese sempre in stile barocco. Sul soffitto si può ammirare una grande tela riproducente la Presa di Otranto.


 

 

 
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